mercoledì 14 settembre 2011
Pastina antibatterica
Come si sa, i blog seguono la vita di chi scrive ed io in questo memonto sono così influenzata e così contraria ai farmaci che mi sto curando solo con la bioterapia nutrizionale.
Può sembrare blando o inutile e invece vi assicuro che se provaste, capireste.
Oggi ho propinato ad Edgar e a me questa pastina antibatterica vista la nostra tosse, il mal di gola, il muco...insomma siamo mal conci!
50/60 gr di pastina piccola e lunga,
uno spicchio d'aglio,
olio bio evo,
un cucchiaio abbondante di parmigiano reggiano,
una bella manciata di prezzemolo,
tanto peperoncino e sale qb.
Mettete in una pentola olio e aglio (schiacciato), fatelo dorare e poi buttatelo via.
Aggiungete (tutto in una volta o salterà tutto l'olio richiando di farvi mooolto male) l'acqua per la cottura e in 5 minuti olio e acqua si emulsioneranno, buttate a cuocere la pasta, salate con sale grosso l'acqua/olio e pastina e quando sarà cotta scolatela e aggiungete il parmigiano, il prezzemolo e il peperoncino (fresco) tagliato a rondelle.
Assassinerete tutti i batteri che abitano il vostro organismo e vi sentirete certamente meglio.
Se anche voi......provate!!!
lunedì 12 settembre 2011
Prime influenze, antichi rimedi.
Provenendo da una famiglia di farmacisti da cinque generazioni, non posso che curarmi con i rimedi più naturali che esistano. Propinando a me ed alla mia famiglia pasti dal potere curativo.
Sembra un controsenso e invece non lo è.
Perchè quell'anziano farmacista che ancora arranca dietro al bancone della nostra farmacia in Lucania, andando contro gli interessi economici della sua attività, ancora oggi consiglia (quando è possibile farlo) quasi esclusivamente rimedi naturali.
Che vanno dall'acqua e limone per la diarrea, al brodo di pollo negli stati febbrili, fino al vin brulè per i foooorti raffreddori.
Oggi siamo malati anche noi a Bologna, lontani dal nonno 'sciamano' che tramanda preziosi consigli.
E' da ieri sera che ingoio saliva a causa di questo bruciore graffiante delle prime vie aeree, è da ieri che sento dolore alle articolazioni e che ho le orecchie tappate.
La conclusione è una sola: ho preso la prima influenza della stagione!
E allora brodo di pollo a pranzo.
Il brodo di pollo ha un potere altamente curativo, se fatto nel seguente modo:
mezzo pollo con tutta la pelle,
un'intera cipolla di dimensioni medie,
uno spicchio d'aglio,
una carota naturale (da cuocere con tutta la buccia),
un gambo di sedano,
tre chiodi di garofano.
Lavate il pollo e metteteto in una grande pentola con due litri d'acqua fredda, aggiungete la carota, la cipolla ('ifilzata' dai tre chiodi di garofano), lo spicchietto d'aglio e la costa di sedano.
Cuocete a fuoco basso e pentola incoperchiata per cira un'ora. Dopo filtrate il brodo attraverso un colino a maglia larga e mettetelo nuovamente sul fuoco per cuocere la pastina all'uovo (che ne potenzia l'effetto anti influenzale).
Quando la pasta sarà cotta, aggiungete un cucchiaio di vino rosso e se vi piace anche qualche rondella di peperoncino appena tagliato.
Il brodo di pollo ha il potere di fluidificare il muco e quindi funge anche da espettorante, inoltre i chiodi di garofano sono battericidi ad ampio spettro ed insieme al vino (ottimo battericida per alcuni ceppi di batteri che caratterizzano gli stati influenzali), rappresentano un antico quanto efficace rimedio naturale.
E poi perchè il brodo quando si ha l'influenza?
Il brodo è un irresistibile 'terreno di coltura' per germi e batteri che non riescono a resistergli e trattandosi di un lassativo/diuretico (il brodo di pollo), li attira e li elimina in modo del tutto naturale (i batteri).
Se invece state bene, mettete il brodo a riposare per una notte in frigo e usatelo come più vi va.
Vado a curarmi, poi semmai in giornata vi lascio altre ricette terapeutiche...
.........etciù e occhi lucidi, oggi.
Domani sarò dinuovo una leonessa, speriamo!
sabato 10 settembre 2011
Della parmigiana di melanzane per ricordare il sud
Questa è la storia di una ricetta che è patrimonio nazionale del meridione e si chiama: parmigiana di melanzane.
Per una studentessa fuori sede, del sud al nord, tutto ciò che si avvicina alla propria terra è vita.
A maggior ragione se si attraversa l'Italia con un carico di melanzane, peperoni, meloni, fichi, uova e olio provenienti dal sud. Non un sud qualunque, l'orto della mia campagna in Basilicata, in provincia di Matera nella contrada bufalara a pochi chilometri da Grassano che è anche il mio paese d'origine.
Come non arrivare a Bologna e cucinare la parmigiana al mio alto atesino preferito? un pò per rimanere qualche giorno ancora al sud, un pò per portarlo qualche istante in quella realtà culinaria.
Insomma erano giorni che promettevo questa delizia e poi, finalmente...attraversata da innumerevoli sfottò di MeryT e Napo, ce l'ho fatta!
Premetto che la mia non è una vera e propria parmigiana di melanzane del sud (prchè a casa mia le melanzane non si friggono e risultano più leggere da digerire, ma poi parleremo anche di questo e della mia bioterapia nutrizionale), poi io cucino e scrivo da questa regione che mi ha adottata e che è l'Emilia Romagna.
Cosa ci serve:
un chilo di melanzane tonde,
un chilo di pomodori (quelli maturi per farci il sugo),
sale marino integrale,
un bel fior di latte,
aglio e olio,
grana e basilico a volontà.
A casa mia si comincia a prepararsi alla parmigiana il giorno prima. Si prepara sia lo stomaco che il palato.
Si prepara il sugo a fuoco basso con i pomodori tagliati a pezzattoni grossolani, mettendo a soffriggere l'aglio nell'olio extravergine d'oliva (il mio è quello di mio nonno che ogni volta che parto mi lascia numerose lattine da cinque litri dell'olio del nostro uliveto) e poi buttando a cuocere i pezzettoni di pomodori. Il sugo deve essere ben tirato perchè il sugo che resta acquoso è quanto di peggio un meridionale possa sopportare.
Per lo stesso motivo, mettete a scolare le mozzarelle almeno una notte nel frigo, dopo averle tagliate a pezzetti.
Il giorno dopo tagliate le melanzane a 'sfoglie' e mettetele a cuocere in una griglia o anche nella padella, ungendole d'olio da un lato (quello che metterete per primo sulla padella, rivolto verso la fiamma) e salandole leggermente dall'altro. Fatele rosolare per bene fino a quando non saranno ben dorate.
Accendete il forno a 180°C.
Cominciate ad assemblarle, pensando alle meraviglie del sud, e mettete una base di sugo sulla teglia per non fare attaccare le melanzane in cottura. Proseguite guarnendo con altro sugo, parte della mozzarella, basilico e grana a volontà.
Continuate fino ad esaurimento degli ingredienti. L'ultimo strato prevede solo sugo, grana e basilico ( e non mozzarella).
Infornate fino a quando il grana non forma una crosta dorata.
Sfornate e fate freddare, servite tiepida o a temperatura ambiente. meglio se la servite il giorno dopo, appena riscaldata ed insieme al vostro vino preferito.
Vi accorgerete che anche il palato meno abituato a questi sapori gradirà questo piatto a colazione, pranzo, merenda e cena.
E così saprete che siete due a zero per il sud!
NB: grazie a MeryT e a Napo, voci del e dal sud, senza i quali la cottura delle mie melanzane non sarebbe mai venuta così perfetta!
Buon lavoro...!
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