Ieri siamo andati con Edgar nel 'paese dei balocchi' aka l'Alto Adige.
Siamo arrivati e l'ordine e la disciplina mi hanno letteralmente travolta.
Limiti stradali rispettati, niente cicche di sigarette che volano dai finestrini delle auto in movimento o che stazionano per terra agli angoli delle strade, sui marciapiedi o davanti agli edifici pubblici (ospedali, scuole, piazze, fermate del bus. Divieto assoluto!), attraversare sulle strisce, neanche una carta per terra o una scritta sui muri (se non in appositi spazi dedicati ai murales), tutti parcheggiano e si muovono or-di-na-ta-men-te.
Per non parlare poi della pulizia generale che mi faceva venire voglia di camminare scalza e, credo, che se non fosse stato per il freddo che faceva, mi sarei tolta questa soddisfazione per vedere se la pianta del piede si sporcava oppure no.
Più che altro per non darla del tutto vinta ad Edgar che parla della sua regione con quella luce negli occhi di chi vede (e si gratifica) che le cose funzionano.
Per carità, io sono felicissima che ci sono regioni in grado di amare fino a questo punto il proprio territorio, ma mi fa rabbia che la mia gente, altri meravigliosi terroncelli come me, non si rende conto di quanta civiltà saremmo capaci e di che tesoro meraviglioso abbiamo sotto i nostri piedi e quanto questo tesoro potrebbe regalarci soddisfazioni se solo fossimo rispettosi dei luoghi che ci hanno dato la vita. Se solo sapessimo essergli grati!
Paparapaaaaa...lo so, lo so.
Lo dicevo anche io, non credete!
Hanno dei rimborsi statali che arrivano all'85% delle tasse versate durante l'anno, così tanti contributi statali che fra poco glie ne daranno anche per ogni passo che fanno o per ringraziarli del loro respiro e quindi dell'immossione nell'aria di anidride carbonica che dà la possibilità ai loro numerosissimi alberi dei loro splendidi boschi, di operare nella produzione di ossigeno pulito da donare a questa meravigliosa popolazione 'balocca' e chi più ne ha, più ne metta.
E va bene!
Ma il fatto è: CHE LORO LE RISORSE CHE HANNO LE SANNO SFRUTTARE AL MASSIMO DELLE POTENZIALITA'! E noi no! Ahimè!
Mi rendo anche conto del fatto che se dessero meno rimborsi a regioni che stanno già bene e sanno cavarsela perfettamente da sole e aiutassero regioni in preda allo sfruttamento dello stato, delle risorse petrolifere, idriche etc, etc, etc, forse, ma proprio forse e se non ragionassimo con la testa del 'magna magna', riusciremmo a risollevarci pian piano anche noi di quelle regioni dimenticate dell'Italia.
E comunque se le regioni a statuto speciale fossero state aiutate a tempo determinato, con un discorso semplice che anche un bambino lo capirebbe ( tipo : 'Io Stato Italiano, aiuto te Trentino Alto Adige, fino all'anno 2020, dopodichè si spera Tu sia in grado di camminare con le tue gambine, perchè gli aiuti finiscono o servono da investire altrove'), sono certa che loro avrebbero fatto bene lo stesso.
E tornando a questa splendida ricetta, catalogata fra quelle bionutrizionalmente corrette, nasce dall'aver scoperto che Edgar ha un'ernia jatale e che l'acido che gli sale in bocca quando mangia è dovuto a quest'ospite indesiderata che combatteremo mangiando correttamente. Ma non bastava la mia di ernia?!
Poi tutti quei fiori ed i colori dell'Alto Adige, che in ottobre è più un quadro che un paese, mi hanno fatto venire voglia di arancione e di sapori così come la terra ce li offre.
120 grammi di pasta che avete (io ne ho usati due tipi diversi per finire pacchetti aperti da qualche pò nella credenza)
un bel mazzetto di fiori di zucca
una manciata di prezzemolo da tritare
uno spicchio d'aglio da fare a fettine sottili o da grattugiare
una spolverata di parmigiano reggiano
olio extravergine d'oliva
Mettete a cuocere la pasta in acqua salata con sale integrale marino (potete anche mettere poca acqua in modo che la pasta l'assorba e non si disperda l'amido nell'acqua di cottura).
Intanto lavate delicatamente i fiori di zucca e asciugateli, tagliateli nel senso della larghezza fino al pistillo (compreso), il resto buttatelo via.
Tritate il prezzemolo con un coltello, grattugiate lo spicchio d'aglio e il parmigiano e mescolate tutto il condimento in un'unica ciotola.
Versateci dentro la pasta quando sarà cotta e aggiungete olio quanto basta.
Servite con un'altra spolverata di parmigiano.
Secondo la bioterapia nutrizionale questo piatto, oltre a non 'appesantire' la digestione, è anche un piatto che contiene un elemento dotato della massima carica energetica di cui la pianta è capace, poichè è l'ultimo 'sforzo' prima che la pianta ricominci il proprio ciclo che si apre con il frutto. Quindi questa preparazione è destinata a sostenere il tono nervoso e la vigilanza, senza provocare eccitazione.
L'aglio (per le sue proprietà sedative e antidepressive) modula l'effetto irritante del parmigiano, della vitamina C, del ferro e dello iodio.
I fiori di zucca contengono iodio, calcio, micronutrienti (selenio, zinco e vitamina C e A), oligoelementi e, in ultimo (ma non ultimo) il ferro.
I carboidrati forniranno la giusta energia per il lavoro sia fisico che mentale.
Il selenio è ottimo per tutte le persone che soffrono di asma (ed anche il magnesio).
E comunque se vi capita, andateci in Alto Adige.
Ne vale sempre la pena.
Vi saluto con una frase della poetessa Anna Akhmatova
'L'Italia è un sogno che continua a ritornare per il resto della tua vita'


















