venerdì 15 luglio 2011

Che anche l'insalata con del buon pane alla zucca e un freddo bicchiere di bianco, ha il suo perchè.



Non è che non cucino,è che con questo caldo non me la sento di 'uccidere' il forno, o sarà l'altoadige (che poverino lo sta soffrendo tutto) ad uccidere me. Ormai mangiamo solo fuori, a lume di lanterne con il venticello serale che ci viene incontro sotto i migliori auspici!

Quindi...
Insalate su insalate che si mescolano a parole, organi e apparati da ripetere prima dell'esame di lunedì.

Ma non tutte sono insalate normali, le mie sono insalate di fantasia.

Questa, per esempio, è l'insalata di Edgar alla Edgar e ve la posto qui solo per i suoi colori, preludio di una caldissima estate all'insegna del gioco e della fantasia nei piatti di ogni mio commensale.
Poi sta a voi trovare indivia, lattuga, radicchio, noci, rucola, rametti di rosmarino e di maggiorana, foglie di basilico e di menta, rametti (interi) di capperi siciliani, pomodori, olive taggiasche, semi di sesamo e di papavero, fettine sottilissime di limoni di Ischia, peroni rossi e gialli, continuate pure se vi va e tanta freschezza (di materie prime e di vita) per voi!

domenica 10 luglio 2011

Storia di una lotta infinita: nord contro sud






Se vivi a Bologna e sei lucana, dove il sud è sud e, dopo la tua regione, c'è solo il mare e se incontri e t'innamori di un compagno che non solo è del nord, ma che addirittura dopo di lui c'è solo l'Austria e che la sua madrelingua è tedesca, allora non può che essere una divertente guerra culinaria (...e non solo...).
Lui che non è mai sceso più a sud di Roma, che "ma da te c'è la mafia?", che i canederli, lo speck e lo strudel sono come il cacio con le pere, che 'a soreta' non è un'offesa ma un complimento. 
Per lui che io sono (quasi) africana...non è poi sempre così male aver incontrato un piccolo pezzettino di sud.
Visto il caldo, lo studio pre-esami, la voglia di mare e le cicale in sottofondo...questa domenica, ferocemente calda, l'abbiamo celebrata con una pasta tipicamente Pugliese (salentina per l'esattezza) che non so che nome abbia, ma senza un nome e con il suo sapore è perfetta lo stesso!


Ingredienti:
3 patate a pasta gialla,
750gr di pomodorini San Marzano (ma vanno bene anche quelli tondi),
mezze penne rigate (la dose è ad occhio oppure dipende da quanta fame avete),
origano,
basilico,
aglio,
sale e pepe


Tagliate a fettine sottili le patate e mettele in una teglia rotonda non troppo grande. Conditele con olio, sale, origano e pezzettini di aglio; coprite questo primo strato con i pomodorini tagliati a metà e con la parte dei semini rivolta verso l'alto, conditeli con olio, sale, pezzetti d'aglio e basilico; coprite il secondo strato con la pasta e condite con olio, sale e origano...andate avanti fino ad esaurimento dello spessore della teglia. 

Chiudete con i pomodorini tagliati a metà e con la parte dei semini rivolta in basso e con foglie di basilico.
Mettete sul fuoco (dolce) la teglia e appena 'sfrigola' (attenti sfrigolare è proprio sud e vuol dire quando sembra che stia rosolando), buttate nella teglia una tazza di acqua bollente salata. Coprite con un coperchio e fate cuocere a fuoco medio fino a quando la pasta sarà cotta.


Poi se conoscete anche voi un altoatesino con un problema alla valvola del cardias e che al primo boccone gli sale l'acido in bocca, vi sembrerà che abbiate fallito miseramente...ma poi quando finirà l'intera teglia intingendo anche il pane sul fondo, allora saprete che è uno a zero per il sud!


La lotta continua...










sabato 9 luglio 2011

Pomodorini confit di una calda estate



Ieri ho avuto a cena quelle quattro donne incanto più un Luiss e la mia voglia di cucinare, di mangiare e di mettermi ai fornelli era poca, pochissima, quasi del tutto inesistente.
Poi, puntualmente, mi ritrovo a fare tutto il contrario di quello che avevo immaginato e ho dovuto 'uccidere' il forno. 
Ma 'uccidere' un forno alle nove del mattino e spegnerlo alle dieci di sera, a Bologna, in luglio, con un caldo afoso che ha reso delirante me e i due mici più il povero Birillo che non ne voleva proprio sapere d'uscire per la solita passeggiatina pomeridiana, ma neanche di stare in casa con un forno 'ucciso', è davvero un omicidio.


Di buono c'è che questa torta salata ai pomodorini confit, sarà per quel retrogusto agrodolce, per il pizzicorino che lascia in bocca il pepe o per le erbette aromatiche, ma stupisce e piace. Sempre.
Poi la verità è che racchiude in sé tutti i gusti dell'estate e mangiarla seduti in balcone, soli o in compagnia, con un bel calice di vino bianco, freddo, dopo una rovente giornata estiva bolognese, regala quel pò di refrigerio che spinge a pensare 'ch'addà passà' e che fra meno di due settimane navigherò in acque splendide senza l'assillo di tutta quest'afa!


Ingredienti:
Un rotolo di pasta brisè fresca (già stesa, con questo caldo non ci si può mettere ad impastare)
300gr di ricotta di pecora
Una manciata di basilico tritato
Due cucchiai di pecorino grattugiato
500gr di pomodorini
Un uovo
Due cucchiaini di zucchero grezzo di canna 
Due cucchiai di olio extreavergine d'oliva
sale e pepe


Accendete il forno a 130°C, lavate e asciugate i pomodorni, tagliateli a metà e togliete i semini (se siete bravi troverete il modo di riutilizzarli in bruschette o insalate di pane raffermo), metteteli a scolare (con la parte vuota verso il basso) su un tagliere.


Preparate un intingolo con i 2 cucchiai di olio, 2 cucchiani di zucchero grezzo di canna, uno di pepe e mezzo di sale e ungete la base di una pirofila dove disporrete i pomodorni (sempre con la parte vuota verso il basso) e infornate per un'ora.


Togliete i pomodorini e alzate la temperatura del forno a 180°C, rivestite una teglia da crostata con la pasta brisè, cospargete la base della pasta con i due cucchiai di pecorino e premete un pò con la punta delle dita, affinchè il pecorino penetri nell'impasto.
Lavorate in una ciotola la ricotta con l'uovo (sbattuto a parte) e il basilico tritato e fatela diventare una crema, schiacciandola con una forchetta. (Non importa se rimangono dei grumi, comunque cercate di renderla più omogenea possibile).


Spalmate il composto di ricotta sulla pasta brisè e coprite con i pomodorini a formare cerchi concentrici. Chiudete la pasta ai bordi ed infornate per 40' o fino a quando la torta non sarà ben dorata.


Splendidi aperitivi a tutti!